

Amatissimi frequentatori della Biblioteca di Celso, ebbene, con un diluvio alle porte, sacro pomeriggio e benedizione finalmente, posso mettere sul tavolo virtuale, davanti ai vostri occhi, questo bel tomo del 1700, del Galliffet:
ECCELLENZA E PREGI DELLA DIVOZIONE DEL CUOR ADORABILE DI GESU' CRISTO: OPERA DEL PADRE GIUSEPPE DE GALLIFFET, DELLA COMPAGNIA DI GESU' TRADOTTA DAL FRANCESE. IN VENEZIA MDCCXLV. Appresso Francesco Pitteri, con licenza dei superiori e privilegio. Ho condotto alcune indagini a riguardo di questo Galliffet, e qualche ombra si è addensata su di lui, credo per alucune altre opere composte, che gli valsero l'ingresso nell'indice proibito. Riporto ora qui, se mi è possbile, dei frammenti a riguardo:L’opera del Croiset, forse per la sua novità e anche per carattere troppo
ardente dell’autore, nell’edizione del
1694 fu iscritta nell’Indice dei libri
proibiti con decreto dell’11 marzo 1704; le ragioni di questo provvedimento,
tuttavia, non furono chiare nemmeno a padre J. de Gallifet, a quel tempo
assistente dei Gesuiti di Francia a Roma; sembra si concentrassero soprattutto
sulla necessità di una traduzione latina del testo. Esso venne ritirato
dall’Indice solo il 29 agosto 1887 grazie alle pressioni di mons. J. Stadler,
arcivescovo di Serajevo che ne curò una traduzione in croato. Tuttavia
moltissime edizioni e traduzione dell’opera del Croiset, si succedettero nel
corso del XVIII secolo, magari modificando soltanto alcuni dettagli. Ora, non sappiamo bene quanto il Galliffet possa essere coinvolto in una denuncia ecclesiastica a riguardo di alcune pubblicazioni sul Sacro Cuore di Cristo,ma a quanto pare, qualcosa o qualcuno lo trasse dentro tale vortie di controlli e sospetti, anche se in fondo, non traspare nulla chiaramente.Ma ricercando ancora ho trovato questa notizia, che conferma i dubbi a riguardo dei sospetti della
Curia Romana;
La sua opera principale è De Cultu
Sacrosancti Dei ac Cordis Jesu Christi Domini Nostri, che è stato pubblicato nel
1726, non senza grandi difficoltà, perché la censura ha ritenuto che "la Chiesa non
approva nuovo forme di culto. " La
sua richiesta per l'istituzione di una festa universale del Sacro Cuore. Ergo, il volume in questione ha dovuto attraversare diversi filtri recensionitici, prima di approdare alla forma e contenuto finali? La ricerca continua, sempre con cura e attenzione. Il volume si presenta in ottime condizioni, nel finale vi è anche la nota dei Riformatori che sottolineano la compatibilità con la stampa, non avendo nulla trovato di contrario alla Chiesa. Ildocumento è datato 9 Novembre 1736. Le immagini sono tutte per voi, contento e soddsfatto di questa bella chiacchierata pomeridiana...Vi aspetto numerosi.
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