mercoledì 21 gennaio 2015

La Bibliofilia è una splendida malattia, e qui potrete continuare tranquillamente a essere "malati incurabili ".
Non solo l'oggetto deve essere apprezzato, ma di più quello che ci trasmette quando lo abbiamo davanti a noi. È riduttivo il fatto della della morfologia, dell'essere un bell'oggetto e basta. Fare di ciò che proviamo, un sinolo come direbbe lo Stagirita, unire il sentimento con l'oggetto, il piacere con il possedere, l'emozione con la materia.

DISCORSI FATTI DA GABRIELLO CHIABRERA NELL'ACCADEMIA DEGLI ADORMENTATI IN GENUA.....

Vi presento , un volume del 600, Discorsi fatti da Gabriello Chiabrera Nell'Accademia degli adormentati in Genoua, All'Illustrissimo Signore Francesco Rebuffo. In Genova MDCLXX, Presso Antonio Giorgio Franchelli.

Legatura in pergamena con titolo a dorso manoscritto, imbrunitura dei piatti, e lieve strappo sul frontespizio nella zona inferiore destra. Imprimatur Vic. Gen.Sancti Officij Genuae.1669 11 Decembris.Imprimatur ex auctoritate Excellentiis, & Illustriss.Magistratus Inquisitorum Status. Io,Francesco Castagnola Cancell. Pag.3 Illustrisismo Signore

. Il volume contiene i seguenti Discorsi:

 Intorno alla debolezza della prudenza Humana


Intorno alla virtu' della fortezza

Intorno alla Virtu' della Magnificenza

Come si muova e come si quieti l'ira  e PASSA ALLE LODI DELLA RETORICA. 

Nel testo da pag.102 VITA DI GABRIELLO CHIABRERA, fino a pag.124, che si conclude con quanto riportato in fondo nota: "E' da notarsi, che andato il Chiabrera in Roma a Bacciare i piedi ad Urbano dopo la riceuta del soprascritto breue, e ringratiato riuerentemente il Sommo Pontefice dell'onore riceuuto, con dire che sì alte lodi erano effetti dell'amicizia, che passata tra Monsignor Chiampoli Segretario de Breui, e lui risposegli Urbano;l'abbiamo dettato noi."

Vediamo adesso di estrapolare alcune cose della vita dell'autore, sempre tramite cio' che su questo libro è stato riportato:

Nato a Savona il 18 Giugno del 1552.Il padre fu Corrado Chiabrera, e di Mariola Fea:La madre fu Gerolama Murasana, figlia di Pietro Agostino Murasana e di Delpina Natona, famiglie in Savona ben conosciute. A 9 anni fu condotto a Roma, ove Giovanni suo Zio faceva dimora, e ivi fu nodrito dal maestro in casa, ove apprese la lingua latina.Frequento' i Gesuiti, ove segui' lezioni di Filosofia. Visse a Roma fini all'eta' di vinti anni (20). Il racconto si snoda poi in diverse vicende accadute al Chiabrera, quali problemi di legge, e alcune zuffe e diverbi. Si ritorna poi agli anni in cui, giovanetto stando in Roma, abitasse appunto vicino la casa di Paolo Manuzio (1512-1574), terzo genito di Aldo Manuzio, che prese in mano le redini dell'attivita' nel 1533. Frequentava spesso quella casa, e il Manuzio lo vide ragionare di svariate cose.Sempre li conobbe Antonio Mureto, seguendo le sue lezioni. Riportare tutto sarebbe troppo dispersivo, e toglierebbe al futuro proprietario del volume quel piacere che tanto si prova, nel leggere le biografie direttamente da testi antichi. 
Saranno spero le foto invece, gia' a infiammare l'animo di voi Celsici, e sono certo che non passera' inosservato questo piccolo gioiello. 
Tomo completo, con alcuni invecchiamenti fisiologici, fioriture e lievi macchie. Dimensioni del tomo 8x13,5cm.Prezzo 250,00€, compresa spedizione.Per acquisto commentare il post, o contattandomi tramite pagina facebook.











martedì 20 agosto 2013

LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

Mentre osservavo lo scaffale, ecco che un titolo mi para d'innanzi come uno sconosciuto, che pero' richiama in me, o in chi s'imbatte in personaggi particolari, un'attenzione anomala..Il titolo recitava, LA STRAGE DEGLI INNOCENTI. Brusco, diretto, violento, la scritta era sul dorso, a caratteri gotici, ma minuti, ricurvi come rami ritorti. Poi l'istinto di prendere quel tomicino color crema, con una bella legatura coeva, e aprirlo...Il frontespizio ad un primo mento non sembrava dare segni di immagini, ma poi....Una scena sola, racchiusa con pressione e ansia in un riquadro di crudelta' e male.....Al prossimo post, per il continuo, di questa descrizione......

LE ISTITUZIONI DI GIUSTINIANO CINQUECENTINA 1598

Come promesso, ritorno al fulcro del post di ieri. Una cinquecentina davvero mirabile, in uno stato direi piu' che buono, colmo di interesse giuridico, e fascino bibliofilo, fascino puro, diretto, verace. Datato 1598, le Institutiones di Giustiniano, vengono presentate in questo volume, direi anche di grandi dimensioni, corredate da commentari, e colmo di pagine interamente manoscritte, e annotate, l'incessante studio e uso di un testo simile, non poteva essere privo di sudori da scrivania, o dettagli manoscritti. E' bello, come potrete osservare, la struttura dello stampato, impostata con schemi a spirali quadrate, e concentrici labirinti. L'Albero poi Civile, a piena pagina, da un senso davvero d'altra epoca lontana, passata, un sapore indescrivibile, una visione improvvisa, un richiamo al vecchio Testamento con L'Albero di Jesse. Sapete, credo che il parlarci sopra non possa completare e racchiudere il tutto, quel tutto che emana questo libro meraviglioso, sia per tenuta, contenuto, strutturazione, conservazione. Ergo, definirei quasi, retorico starci a ricamare sopra, e lascio ai posteri l'ardua sentenza.....





lunedì 19 agosto 2013

CINQUECENTINA GIUSTINIANO E LA SUA RIFORMA DELLE LEGGI.

Carissimi, quanto tempo qui sul Blog. Benissimo, dopo alcuni mesi, posso tornare a mostrare a voi amici, una cinquecentina di tutto rispetto..Ma prima volevo invitarvi a visitare la pagina Facebook della Biblioteca di Celso.....Sembra aun gioco di parole, ma è una bella realta' davvero. La grande trasformazione erinnovazione di un Impero passa non solo per le armi, ma anche tramite la cultura, e le leggi, secondo il modello dell'imperatore Giustiniano. Il  Corpus iuris civilis o Corpus iuris Iustinianeum (527-565) è la raccolta di materiale normativo e materiale giurisprudenziale di diritto romano, voluta dall'imperatore bizantino Giustiniano I (527-565) per riordinare l'ormai caotico sistema giuridico dell'impero e rimase alla base del sistema giuridico di Bisanzio. In Occidente la sua applicazione fu limitata ai territori dell'Italia meridionale, sotto il dominio bizantino, e fu riscoperta e rielaborata dalla scuola bolognese nel XII secolo, in contrasto con le leggi di origine barbarica in uso, ed è la base del diritto di molti Stati moderni. Nel Medioevo copia delle Pandette, un'antologia giuridica che costituisce una parte del codice, era conservato ad Amalfi, fu in seguito asportato dai Pisani come bottino di guerra. Dal XII secolo è stato conservato a Pisa come un tesoro fino al 1406, quando i Fiorentini, che conquistarono Pisa, lo portarono a Firenze. Oggi il Codex Pisanus è conservato nella Biblioteca Laurenziana di Firenze.
Il Corpus iuris civilis ha rappresentato per secoli la base del diritto comune europeo. Preparo le foto, per poi poterle postare senza intermezzi scritti....

martedì 13 agosto 2013

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